Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/161

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NOTTE. 135

E qual è questo cenno? Ama 10 stesso,
E in questo solo a te si nega il dono
560Della tua libertà. Per noi mortali
L’essere è necessario, il bene è premia. i
Or se l’esser di noi virtude annienta,
Colpa diviene, e temeraria offesa
D’una suprema Iege, e di te stesso
565Empio uccisor ti fai, sebbeu di lodi
Largo il mondo ti sia, che il proprio acquisto
Nelle perdite tue soltanto osserva.
Bella" è in se la virtù. Tai pregi ha in fronte,
Che celeste rassembra: eppur se in vano
570Un premio attende, e se raccoglie in questo
Globo sì amari frutti, ognun di lei
Ammirator sarà; ma poi seguace.
Sarà del vizio, se diletta, o giova.
E all’uom che giova aver creduto un Dio,
575Se non v’ha premio, o pena?,ÀlPalma è sempre
La speranza, il timor stimolo, o freno;
Ma se co* giorni nostri ha fine ancora
Il timor, la speranza, ognun se stesso
Sol deve amar finché la vita ei gode.
580Dunque non più dimore: ornai tradita
La patria voglio, e al genitor, che lento
S* incammina a morir, che i miei tesori
Da sì gran tempo usurpa, un ferro, un taccio
Tolga la vita e tutto insiem perisca
585Il germe uman, se più felice io sorgo
Dalle ruine sue* La colpa amica
E y la legge eh? io se»uo, e mia virtude
Chiamo, ed asilo mio la frode accorta,
E la viltà, che l’esser mio conserva.
590Se la virtù d’ogni corona è priva,
Perchè un ente crudel soffre che in vano
U uom s’affanni per lei? Perchè soffrire
L* acuto morso, e quella voce ingrata,
Che nel centro del cor risente un reo?
595Perche portiam nell’alma aspro, severo,
E perfido censor, che prende a gioco