Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/172

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146 UNDECIMA

E" di fugare i seduce nii inganni,
Le fallaci speranze, i dolci voti,
Che agitarono il cor, che in lui destaro
105Nobil fierezza: ah folle! Io mi credei
V Eternità goder! Fuggite ornai,
Vani fantasmi, e niun di voi ritorni
lacerarmi il cor: perchè sì lungi
Errar mi feste a far V acerbo acquisto
110D’usi* idea sì ferale - Adunque il volo i
Fermino i voti miei sulla mia tomba*
Tutto si turba, e voi ragion, saviezza,
Lungi lungi da me. Voi di quest* alma
Il governo prendete, e sensi, e voi,
115Indocili passioni, a vostro cenno
Regolate il mio cor. E tu distendi,
O torpida ignoranza, un velo amico
Sul mio destino: il Nume mio tu sei,
Tu solo a questo sen la pace apporti*
120- Se qual bruto morir io deggio, io voglio
Viver qual bruto-, e là mia sorte appunto
£’ un breve gioco, e poca polve impura •
i Qual vergognoso, e barbaro pensiero,
Che degli einpj il maggiore in seno a morte
125Dorma del saggiti al f ianco, e pace eguale
Goda, sebben dalle ruine altrui
Trasse il lustro, il piacer de* giorni suoi!
Prima che vita avesse adunque ogni uomo
Colpevole divenne? E qual delitto
130Di perdono incapace estinto vuole
Tutto V umano germe entro la tomba?
Perchè soltanto contro il germe umano
Si fulminò V orribile condanna:
Ognun viva infelice, e sia mortale?
135Onnipotente Dio ( ménti? io non veggio
Che r odiosa tua possa ) io ti rinfaccio
Z’ origine del mondo, e rea mi sembra,
Se far misero altrui colpa si chiama.
Io non ti chiesi già questa infelice
140Vita. Polente Nume > o tu mi rendi