Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/235

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NOTTE. 209

Di se padrone, ogni ritegno vince,
290PJ nel mando si lancia • Alfine ottenne
Questo celebre mondo, e suoi già rende,
Uopo due lustri travagliosi e tristi,
I piaceri 9 che arreca. Oh Dio! Ritrova
In se stesso un tiranno assai più crudo
295Di quel che abbandonò: con pena obblìa
Tutti que’ dogmi, che a lui fur dettati
Dal suo cor, da natura; ed ogni affetto,
Che m lui destar le sagge utili carte,
Della vera virtude iir os:ni etade
300Eloquente tutela, ei perde •. • oh Dio!
Tra poco ei sentirà, che assai più dolce 1 1
È di virtude il giogo, e più leggero
Di qu’l che il brutto vizio all’alma impone»
E coloro chi son, che cui a adesso
305Han d’introdur l’incognito garzone
Nel circolo social? Sono i mondani
Folla Bassa, e servii, che il mondo adora»
II modesto straniero or viene accolto
In brillante assemblea, di cui la luce
310Il non avvezzo suo ciglio feria
Da graa tempo, e da lungi * Ognun l’accoglie,,
Lo accarezza ciascun, ciascun lo stringe.
Al sen con aria di verace affetto.
Perfidi tali ei scuoprirà tra poco,.
315Che troppo vili son per prestar fede*
Alla vera amicizia, ed ogni senso,
Ogni dover di questa han già riposto
Ne* sognati racconti, ove trionfa
Finto valor di sempre erranti ero-i»
320Apprenderà quai son questi mortali, Che
chiaman vile una sensibil alma*
Che alla loro ragione il solo omaggio
Fan d’averla sepolta: avrian rossore •.
D’esser creduti fidi, e fan lor gloria
325D’esser creduti rei de’ pochi falli,
Che lor mancano ancor, più la menzogna
Aman del vero, ancor se eguale il frutto