Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/251

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

NOTTE. 225

Un atto generoso, il denso velo
Squarcia dell’ignorante, il riso rendi
370Ad un labbro infelice, essere ardisci
Intrepido censor del fido amico,
Ed al nemico tuo doni dispensa.
. Ovver sull’ali dell’amor t’innalza ’ r
A contemplar delle create còse
375Il fonte, e’1 tuo pensier si fermi in Dio.
Allora il tetro umor fia, che si sciolga,
L’alma al piacere, ed ail’ufficio usato
. Fia che ritórni, e non dorrai da folle
Attingere il piacer in quella tazza 1 ’
380Colma di vifo bassareo liquore,
O nel suono, che fan musiche corde:
E in pace soffrirai, che più non vanti
La tua vigna una fronda, o la tua cetra
In più parti divisa al suol rimanga, i
385Forse dirai ch’ò troppo trista via ’
Per giungere al piacer quella ch’io mostro. ’
Ma il primo raggio, ehe dal Sole al ciglio
Giunge, gradito senso in noi risveglia? ’
Ogni oggetto, che grande a’ sensi nostri
390Offre il piacer, con doloroso colpcrNel
primo istante questi sensi offende
Nón compra il peregrin dalla fatica ’
Il dolce suo riposo? All’uomo il bene
Vende il Ciel, non la dona, e sol dall’uomo
395Per ragion di conquista il ben si gode .
Dunque si fissi ornai, ch’è de’ mortali
Sommo bene il piacer: ma ognuno apprenda
A distinguer tra loro il falso, e il vero .
Il vero è quél, che la ragione approva;
400E quel piacer, di cui virtude è madre,
Cresce in goderne * e vincitor del tempo,
Sino all’ultimo dì dell’uom canuto V
Al fianco resta; e tutto il suo splendore
Volgendo all’avvenir, l’ombre di morte
405Scioglie, e mostrarsi in faccia a lui non sanno»
L’eternità, simile al Sol già sceso