Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/271

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NOTTE. 245

La primier-Tamistà • Sol di rapine
L’intereissé di questi allor si pasce,
E di leon digiuno è più feroce.
140La vera umanità giammai non visse
Che accanto alla virtù; chi questa abborre,
Nè fu, nè esser può mai deli 1 uomo amico .
Quelle azioni, che a noi sembrano figlie
l)i padre generoso, hanno i natali
145Di corrotta sórgeate-i e tremi ognuno,
Che dall’empio ritrae favore, o doni.
Lieto vuol esser l’uomo ad ogni prezzo,
Nè lo può divenir, se pur non creda, Ch*
ei di tutti i viventi è più felice.
150Muore l’invidia allor, ne più la pace
Turba dell’alma sua cura gelosa.
Utile, nè ragione ei più non trova
Neil’odiar chi ’l somiglia, ei più non vede
Importuno rivale, è a tutti amico .
155Pago, e tranquillo il cor, senza riserva •
Al diletto d’amar già s’abbandona,
E di sì dolce amor si colma, e pasce.
Sol benefico sei tu, che sei saggio.
Il tuo bene reale, i tuoi vantaggi
160Troppo cari ti son, troppo conosci,
Perchè occupar tu possa i dritti altrui,
Perchè a te resti indifferente oggetto
L’altrui felicità. Nè punto curi,
Ch’altri di rabbia, e di furor s’accenda
165Se d’ingiusto giudizio un’ombra vegga,
Quando tu soffri ogn’ingiustizia in pace.
Verso un giusto Motore ergi lo sguardo,,
Nè ravvisi un .nemico in chi l’offese.
Altro nemico, e più crudele avrebbe,
170Se un odio tormentoso in sen uudrise?
Nè mai potrà turbare il suo riposo
Ciò che offender non può la sua virtude.
Oh quanto è dolce per colui cjie vive
Cinto dall’ingiustizia, in mezzo a’ nembi .
175D’agitata fortuna, e quasi oppresso