Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/288

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262 VENTESIMA

Come nell’alma mia vergando vanno
400Fuoco d’amor, di religione! Ah questo
Tempio predica il Dio, che in se nasconde*
E con qual tuono d’eloquenza adesso
Lo dimostra al mio cor Ja cheta notte?
Tutti gli èsseri all’uom parlali del Nume:
405Ma se ne scuopre i segni un ciglio attento"
Nell’opre lievi, ah che co* grandi oggetti
L’alma sorprende, e di se J ’ empie Iddio*:
O voi, stelle, o pianeti, o voi, che forse
Cittadini ne siete, e quale oggetto
410Ha questa di portenti immensa massa?
Superba volta, che, ne’ tuoi sublimi
Palagi azzurri irmu&erabil chiudi
Famiglia d’astri, e tu vastissim’orbe
Senza limiti fatto, ovunque immenso,,
415Sublime ovunque, ad albergar l’eterno
Re destinato fosti? E che diss’io?
Allor che a nominar m’accingo il Nume > *
L’idea, ch’io ne comprendo, i tuoi tesori
Impoverisce, le tue cime abbassa,
420Colma la tua profonditade, e stringe
Il tuo giro infinito. Allor mi sembra
L’univehò un sol punto; ed ie non veggo
Nella natura che pigmea sembianza,
Sebben si mostri iii gigantesca mole.
425Ma se il Nume lasciando, all’uomo io torno
Se il paragono a te, con tjual prestezza,
O natura, riprendi i dritti tuoi
E in faccia al mio pensier tutta racquisti La
primiera grandezza! In un momento •
430Io veggo il cerchio tuo farsi maggiore,
E di quel cerchio tutti i punti io miro •
Dal centro allontanarsi, e gir fuggendo
Per sentieri infiniti . Allor rimango
Solo in vasto deserto, e spazj io veggio,
435Ove por si potrebbe altro universo .
Così se fiamma rovinosa incendia» ’
Delle tempeste, tutti gli aptri, e tutti