Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/290

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264 VENTESIMA

L'Economo superno i suoi tesori,
IL prudente opulenza il tutto resse.
Oh quauto è ricca, oh quanto ben tessuta
480Questa scena si vasta! Oh come è vario
Il cangiarsi che fa! Come se stessa
Sempre rinnova, e senza fine estende
In faccia al ciglio aroniirator di lei!
Questi celesti peregrini oh quanto
485Hanno rapido il corso? A questo appresso
Sembra che sovra Tali sue di fuoco
• A stento il fulmin se niedesmo tragga,
Ed il pensiero sol n’eguaglia il volo.
Quante sfere, che so?ra ad altri globi
490Ascendo» sempre, e quanti cercbj chiusi 9
E dotati di moto in altri giri!
Ì)uante ruote, che vanno in infinito
ncastrandosi insiem! { manca il pensiero,
E sempre dubbia in ciò che ragion vede )
495Oh qual complesso di spirali, e curve
Sostegno di se stesse, e in folto intreccio
Legate insieme! E qual immensa folla
Di vastissimi mondi, i quali a questa
Terra lasciato un invisibil punto!
500Qnal fra le lor reciproche distanze
Spazio grandioso ù posto! 1 cosa è dunque
Quello spazio infinito, in cui son chiuse
Tutte le sfere, in cui corrono in giro?
E 1 voragin profonda, ove il pensiero
505S’ipabissa, si perde, e resta estinto.
Lasciatemi veder ... deh non frenale
A quest’anima il voi ... Scorger non puote
Termine il ciglio, e in un deserto resta
Smarrito il mio pensier; più non resiste
510La mente ascesa alla metà del corso .
Tenta riprender lena; ella non puote
Nè resistere al ben 9 che a* se la trae,
Nè la meta toccar, che a lei s’invola:
Tanto il piacer, ch’ella risente, è grande,
515Taùto vasto è quel pian, ch’ella trascorre.