Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/304

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278 VENTESIMAPRIMA

Alzò, ch’i; meta alle create cose?
Agli spirti celesti in Quello ei disse:
10 qui m 9 arresto, e questo io pongo adesso
25Termine alV opra mia . Del mio volere
Ogni pane eseguii . Tutto è compiuto
Quanto volli crear. Spirti, che avete
Dono cV intelligenza, esseri a cui
Aura infusi vitale esseri privi
30-D* ogni senso, che in moto io posi, o volli
In riposo costante: a me, che sono •
L’unico vostro autor, inni cantate.
O notte, il cui splendor placido e puro
Sol di luce gentil lumeggia il quadro
35Dell’universo: o tu, che a noi dischiudi
Dell’emisfero nostro ogni tesoro
Coir argentea tua chiave, e fai che vegga
L’uomo un mondo novelj che a* nostri sguardi
Svegli quegl’infiniti ardenti globi,
40Che nel giorno celò l’astro geloso
Del meriggio Signor: non puoi svelarmi
Nell’ultima distanza il Re possente,
Che innanzi al trono suo queste sì altere
Maraviglie spiegò? Lo cerca il mio
45Cigliò smarrito nel tuo sen profondo,
Come limpido rio cerca e sospira
Cerva, che il cacciator stanca ridusse
In deserto spazioso . Ah possa un raggio
Del magnifico Dio, .che l’alma adora,
50Scorgere almen! Deh dimmi, o notte amica y
Ov’ei tien la sua carte, ove fiammeggia
11 suo trono di fuoco? Ah tu lo sai,
Che vicina gli sei» A me fan noto
Pagine sacre, che il tuo velo oscuro
55Il suo fulgido trono al ciglio asconde»
V ha tra le stelle, che ti fan corona,
Di cui taluna ha così vasto il giro,
Così rapido il voi, che nel suo corso
In quel Nume s’incontri? O voi d’Atlante
60Figlie, e vói stelle, che d’Arturo il carro