Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/309

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NOTTE. 283

Di Dia l’onnipotenza l E fi a, che l’aomo
Più posta immaginar, eli e Dio produrre?
Un atomo crear, creare un monda
220È la stessa per lui. S’ei dice: Sieno:
Nascono al cenno sua mille universi •
Non condannare il mia fervido volo,
Fredda censor . Ah queste idee mi lascia,
Che mi rendon maggior, m’accendon l’alma *
225Immergersi non puote il mia pensiero
Senza fremer d’drror nel solitaria
Muta regna del nulla j ei si compiace
Di ristringerlo sempre, e por più luogi
I segni ali 1 esistenza, e crede allora
230Più gloriosa trihuto offrire al Nume.
Fiancheggia ancor l’esperienza stessa
Quest’ipotesi mia. 1/ ottiche lenti
Al ciglio uman, che ne stupì, svelaro
Esseri quasi d’invisibil mole,
235Che sarien sempre all’uom rimasi ignoti»
Ne tien dietro il pensier con passo eguale
Alla ragion, che li dimostra, e vede*»
Corrispondenti son tra loro i due
Termini del creato, e sono eguali.
240Di scender troppa a piccolezza estrema,
Od a somma grandezza ergere il volo,
No, non tema il pensier 7 s’error commetta
Di mancanza sarà, non mai d’eccesso.
Grande che pub sembrar, se Dia si mira?
245Artefice stupendo, ergersi puote,
E discender quest’alma a suo talenta *
In quella, che tu porgi immensa idea
Senza che il centro abbandonar ne possa *
Io sono è il nome tuo. Signor tu sei
250D’ogni esistenza, ed il creato -un niente
Per te riinan: per te non è che velo
Ondeggiante così come nel gìorna
Ondeggia l’atmosfera in faccia al sole»
Dimmi, Lorenzo ( or senta in me più fervida
255II mio pensier, che nell’immenso vortice