Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/310

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284 VENTESIMAPRIMA

D’onnipotenza più s’aggira, e infuocasi )
Essere non potria questo universo
Della natura tutta entro la mappa
Ciò ch’è l’anglica terra al globo intero?,
260Un luminoso punto affatto ignote,
Ed invisibil quasi entro P immenso
Cerchio dell’esistenza? Isola angusta >
Glie spazj inconcepibili, e deserti
Separano da regni assai più vasti,
265I cui popoli son del Nume a’ raggi
Più prossimi, hanno in seno alme, che il cielo
più propizio mirò, che in un istante
Son feconde di pregi, e son perfette:
Perchè quella virtù, che in lor s’annida,
270Non ha d’uopo, che giunca il tardo autunno
Di quell’età, che necessaria è all’uomo?
Ma che? Mati si stau gli esseri tutti,
Che interrogai finor? Nè fia che sorga
Dal sen della natura alcuna voce,
275Che alle ricerche mie risponda? E quale
Esser risponder può, se il mio pensiero
Credere ardì, che un mondo solo è poco?
Ma perchè in questi abissi in van m’aggiro?
Rivolgi il passo, o temerario errante
280Spirto, confessa i segni all’uomo imposti,
Nè ti Jagnar, che sicn troppo ristretti*
Forse un tutto completo in ciò che abbraccia
L’uom col ciglio non vede? AlTuom non basta
Que’ gran regni goder, che il. sole aggiorna?
285f Qual gloria il sol possiede? In quale’ immenso
Cerchio del trono suo tutto di fuoco
Questo dell’aria incomparabil Prence
Versa a torrenti i suoi fulgidi raggi
Con si rapido moto, e in tal distanza,
290Quanta correrne a voi puote il pensiero,
E con eterna fiamma egli nudrisce
I soggetti pianeti? Assai sovrasta - — •
Alla città, che fabbricò del Nilo
II fier tiranno, la solar cittade,