Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/91

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notte 65

In pochi di sarà qnal io rassembro
Un scheletro ambulante, un’ombra informi.
Abbia tutti i tesori, abbia lè gemme,
Che la maremma Eoa colora e nutre,
Se tuttora desia, povero ei resta;
Aer puro, dolci acque, erbe innocenti,
Ridenti colli, fresche valli, ah voi,
Voi sì fugaste l’orgoglioso umore,
Ch 1 ebbro mi rese allo splendor del trono.
In questa di pastori umil capanna
Guidommi il Cielo a ritrovar del core
La pace ch’io perdei. Se il mondo alletta
Qual nave altera, che di bisso e d’oro
Spiega turgide vele, oh quanto è infida
L’onda, che il bagna, e quai nascose rupi
Taglian l’inquieto mar, che a lui ne porta!
Dal lido, ove il fulgor di stella amica
Mi trasse a respirar, qual cupo e tardo
Fremito di marosi, i moti io sento
Dell’agitata plebe; e immerso in alta
Fuiete, di morte il già temuto aspetta
A disgombrar dall’atre tinte imparo,
Qaal pastorel, che alla sua greggia appresso
Preme nocchiuta verga, e allor che trae
Dalla sampogna sua rustiche note *
Spazia vagante il guardo, io sento, io veggio
Del’e umane, ambiziose, ardenti cure
Il cimento feroce. Ardita, e folta *
Schiera vegg’io, che dalle torve luci
Spira stragi, e furor. Le leggi infrante,
Astrea delusa della rabbia estrema
Sono spoglie infelici. Onun qual fiero
Lupo strugge, divora. inganno, ed arte
Alla forza succede. Or giace oppresso
Chi primiero assalì. L’un l’altro incalza,
Rovescia, abbatte, e vincitore, e vinto,
L’un dell’altro è trofeo. Grandeggia in campo
L’irifaticabil Morte, e all’idra orrenda
Il settemplice capo ella recide