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di esso sepolcreto. Nè solo da lui è giudicata tale contemporaneità e tale medesimezza, ma ancora dai ch. Pigorini, Strobel e Mortillet, i quali però, non ostante l’iscrizione tosca delle tombe di Vadena, escludono da quelle di Villanova l’etruschismo. E i due primi le attribuiscono ai Galli Boi (benchè discordi sul prima o dopo la conquista romana) quindi a tempi più recenti; l’altro all’incontro le riporta a tempi più antichi, anteriori all’occupazione etrusca, da lui chiamati prima epoea del ferro[1].
Alcuni antropologi eziandio rivolsero ultimamente le loro indagini sulle poche reliquie umane da me raccolte degli antichi popoli di Villanova e di Marzabotto. Già l’insigne nostro anatomico prof. cav. Calori aveva dichiarato che il prognatismo apparente di due cranii malconci, raccolti da prima a Villanova, non era se non l’effetto d’una pressione che aveva spostate particolarmente le ossa mascellari, e che quei cranii appartenevano senza dubbio a razza caucasica[2]. Quindi l’illustre antropologo cav. dott. Nicolucci, i cui scritti scientifici gli hanno meritata una rinomanza imperitura, mi favorì anch’egli, parimente a mia istanza, delle sue osservazioni, con quella lettera che pubblicai nella descrizione della necropoli di Marzabotto e che poscia fu da lui riprodotta con aggiunta d’un’altra ch’ei volle parimente indirizzare a me[3], di che mi pregio e gli sono gratissimo.
In quella prima egli narra i confronti fatti di un cranio di Villanova e di tre di Marzabotto con cinque etruschi, e deduce che i nostri non sono etruschi. Paragonatili poi con cranii celtici, dimostra quanto da questi differiscano i nostri e come non possa essere ammessa l’opinione che
- ↑ Le signe de la Croix etc. pag. 89. 90. 98. 122. 126. 141. 142.
- ↑ Lettera nel Sepolc. di Villanova pag. 38.
- ↑ Sui cranii rinvenuti nelle Necropoli di Marzabotto e di Villanova nel Bolognese, lettere del cav. dott. Giustiniano Nicolucci all’Ill.mo Sig. conte Giovanni Gozzadini senatore del Regno ecc. (senza luogo di stampa).