Pagina:Diario del principe Agostino Chigi Albani I.djvu/132

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A. 1835 — 124 —

solennemente il cemeterio annesso alla Basilica di S. Lorenzo fuori delle mura, già cominciato a costruire dal governo francese, e che ora deve mettersi in attività, benchè una sola parte si trovi in stato servibile. Notizie sempre più funeste sonosi avute colla posta dì Oggi del Cholera di Genova, e cattive anche di Livorno, ove il morbo si è molto dilatato. A Firenze seguitano dei casi, sinora in numero non grande. La ricetta del Dott. Boyer, venuta di Francia giorni sono, pare che a Firenze sia riuscita inefficace.

Sabato 5. — Nella notte scorsa si dice siasi cominciato, per mezzo di un carro espressamente costruito, a trasportare i cadaveri dei morti nella giornata al nuovo cimiterio di S. Lorenzo.

Domenica 6. — La malattia dì un Russo abitante alla locanda di Petrini al Babuino, quale parevasi annunziare con sintomi Cholerici, fece l’altro ieri del rumore per il paese, e il governo credè farlo visitare, e molta gente concorse sul luogo; si riconobbe però che il male proveniva da tutt’altra cagione, come da riscaldamento, disordine di bocca ecc. ecc.; e l’infermo sta meglio.

Lunedì 7. — Nuove sempre affliggentissime del cholera di Genova e di Livorno. A Firenze continua con non molti casi; Torino è attaccato.

Martedì 8. — Oggi dopo pranzo per ottenere l’allontanamento del cholera si è trasportata l’immagine della Madonna, che si venera nella Cappella Borghesiana a S. Maria Maggiore, con solenne processione che doveva terminare a S. Pietro, ed ivi tenersi esposta per otto giorni. La processione che era composta dogli alunni di S. Michile, degli orfanelli, e di tutto il clero secolare e regolare, con in fine il Card. Vicario, appena partita da S. Maria Maggiore, circa le 21,30, è stata poco dopo disordinata da un forte sgrullone di pioggia (minacciata in tutto il giorno con grandissimo vento) quale essendo cessato, ha continuato seguita da numerosissimo popolo, che con esemplare devozione recitala il Rosario ed altre preci, facendo la strada del Bambino Gesù, la Madonna de’ Monti, Colonna Traiana, Piazza di S. Marco, il Gesù e strada Papale. Giunta la fine della processione alla Chiesa Nuova è sopragiunto un altro diluvio per cui si e dovuto entrare in quella chiesa colla Macchina.