Pagina:Diario del principe Agostino Chigi Albani I.djvu/154

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A. 1838 — 1839 — 146 —


LUGLIO


Domenica 22. — Oggi dopo pranzo sono andato con Checco in legno a porta Maggiore, ove nel demolire alcune costruzioni dei bassi tempi, che deturpavano l’acquedotto di Claudio, è stato scoperto un monumento sepolcrale (che era stato inviluppato nelle costruzioni stesse) appartenente ad un tal M. Virgilio Eurisace fornaio e intraprenditore di quest’arte come risulta dall’iscrizione esistente nel monumento; nel fregio del quale si veggono espresse tutte le operazioni della macinazione, panizzazione, e peso del pane ecc. Si sono trovate anche due statue rappresentanti il suddetto M. Virgilio e sua moglie colla rispettiva iscrizione.


OTTOBRE


Venerdì 19, — Questa mattina essendo andato a passeggiare a Villa Borghese ho veduto il bel mosaico rappresentante combattimenti di gladiatori, ritrovato non lontano da Vermicino dal Principe Borghese, e da lui collocato nel salone del Palazzo della villa.


1839

FEBBRAIO


Venerdì 8. — Verso il fare del giorno si è manifetato un forte incendio al palazzo di Venezia, e precisamente nell’estremità, che fa angolo verso il palazzo Altieri. Sono rimaste preda delle fiamme alcune camere, segnatamente qualcuna destinata a uso di guardaroba, ed una parte di tetto. La cagione dell’incendio rimane sempre incerta; attribuendosi da alcuni a della cenere non bene raffredata rinchiusa in una cassa, da altri ad uno scaldino lasciato dentro un credenzone. II danno del fabbricato è gravissimo, ma tenue in proporzione di quello che sarebbe potuto essere senza i soccorsi apprestati in quel vastissimo e vecchissimo edifizio. La perdita degli effetti appartenenti all’Ambasciatore d’Austria, alla sua moglie e famiglia non si può ancor valutare; per quello che dicevasi oggi pare che consista essenzialmente in biancheria.