Pagina:Diario del principe Agostino Chigi Albani I.djvu/52

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brave milizie austriache ebbero ristabilito, con i loro soliti modi, l’ordine in tutto lo Stato, ricomparve alfine la Giunta provvisoria, ricomparve il Governo Pontificio, non più tremante dì paura, ma, protetto dalle milizie tedesche, in attitudine di vittorioso. Il 7 Giugno dello stesso anno rientrava in Roma il Papa Pio VII e poco dopo venivano a lui restituite le antiche terre dello Stato Pontificio sgombrate dagli Austriaci. Il Potere Temporale risorgeva.


La fontana di Montecavallo.


L’Italia, aveva detto un giorno Napoleone a Canova, deve essere indennizzata dei monumenti perduti; io farò in Roma degli scavi e riporrò in onore gl’inestimabili monumenti, che ora dormono indegnamente sotto terra, io rialzerò Roma e la renderò grande e potente. Le parole del glorioso trionfatore ebbero un principio d’applicazione quando Roma fu riunita all’impero francese. Il prefetto Tournon fece subito metter mano ai lavori di scavi e restauri del foro Romano e del Foro Traiano, e, dopo un anno appena dall’occupazione francese, pubblicò il piano regolatore della città, stabilendo altri grandiosi lavori e destinandovi vistosissime somme. Purtroppo le vaste imprese non poterono essere compiute per la breve durata dell’impero Napoleonico, ma il cardinale Consalvi, mente aperta all’idee nuove, fece ben presto suo questo programma.


    bandiera dell’Indipendenza Italica, penetrò in Ceprano, uccidendo i pochi birri che vi si trovavano ed incendiando la città. Le fiamme rovinarono quasi tutto il caseggiato: due giorni dopo un corrispondente delle «Notizie del giorno» scriveva spaventato che ancora ardevano le case del Marchese Ferrari e dei Sig, De Camillis. L’impressione prodotta in tutto lo Stato Romano per questo fatto fu immensa ed essa si riflette perfino negli ordini del giorno del Nugent. Ecco quanto scriveva a questo riguardo il nostro Diarista in data del 3 Maggio:
          «Si sente da Ceprano che un corpo Napoletano (che si dice comandato da Camillo Borgia) essendosi inoltrato verso quel paese ed essendosi ivi suonato campana a martello e fatto qualche resistenza i Napoletani, avendo avuto il disopra, erano entrati nel paese incendiandone una parte».