Pagina:Diario del principe Agostino Chigi Albani II.djvu/34

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A. 1848 — 34 —

al quartiere civico, posto nel palazzo del principe Colonna, l’istallazione del principe D. Alessandro Torlonia al comando di quel battaglione ritenuto sino alla morte da D. Carlo Torlonia, e rinunciato dal successore Comm. de Rossi. Il nuovo comandante, con superiore permesso, è stato eletto dal medesimo battaglione.

Martedì 23. — Con ordinanza del ministro di Polizia il corpo dei così detti Bersaglieri viene riunito a quello dei Carabinieri.

Mercoledì 24 — Essendo giunto in Roma il celebre scrittore Ab. Gioberti1 il quale si è recato a piedi al palazzo del Ministro di Sardegna, vi è stato accompagnato e festeggiato da molta gente, e questa sera tutti i Casini, che sin da oggi avevano esposte diverse bandiere, sono stati illuminati. Oggi si sono ricevuti alcuni dettagli sui gravissimi disordini accaduti il giorno 15 corrente a Parigi, ove l’Assemblea nazionale è stata assalita dal partito comunista, terminando col disciogliersi; e pare che i Comunisti abbiano avuto il disopra, e si siano impadroniti del potere. Vi è qualche voce, che susseguentemente sia stato ristabilito l’ordine, ma nulla si sa di preciso.

Giovedì 25. — Questa mattina l’Ab. Gioberti è stato ricevuto dal Papa. Da Parigi si è saputo che realmente la stessa sera del 15 l’ordine fu ristabilito (e continuava anche nel giorno susseguente), l’Assemblea di nuovo istallata, ed arrestati vari dei capi della sommossa. — Oggi i pubblici Fogli annunziano che l’Imperatore d’Austria, colla famiglia, il giorno 17 era partito da Vienna per Innsbruk senza saputa (pare) del Ministero, che l’ha annunziato ai pubblico, allegando motivi di salute, che gli erano state fatte delle spedizioni per pregarlo a ritornare e che la tranquillità il giorno 18 regnava a Vienna ecc. Sui veri motivi di questa poco comprensibile risoluzione regna perfetta oscurità.


  1. L’Ab. Vincenzo Gioberti era venuto in Roma, come era già stato in altre città italiane, per preparare gli animi alla fusione della Lombardia e della Venezia col Piemonte, come anche per fare ossequio al Pontefice liberale.