Pagina:Diario del principe Agostino Chigi Albani II.djvu/8

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A. 1848 — 8 —

Domenica 16. — Da ieri sera è voce generale che sia giunta da Napoli notizia ufficiale di una rivoluzione seguita a Palermo, in seguito di cui la città era rimasta in mano al popolo sollevato, la truppa parte defezionata, parte disarmata e rinchiusa nei Forti, e che da Napoli si spedivano bastimenti e truppa a quella volta. Alcuni aggiungono che la rivoluzione si estenda a tutta la Sicilia.

Lunedì 17. — Oggi per la prima volta si è pubblicata la Gazzetta di Roma che rimpiazza il Diario di Roma e le Notizie del giorno; qual foglio sarà quotidiano, meno il mercoledì e la Domenica, in cui non viene la Posta; e conterrà una parte ufficiale. Nel numero di oggi si è veduta annunziata la nomina di Mons. Rusconi alla carica di Ministro dei Lavori pubblici, in luogo del Card. Massimi defunto, e di D. Pompeo Gabrielli a quella di Ministro delle Armi. — Le lettere di Napoli confermano la rivolta di Palermo, accaduta il giorno 12 corrente, e la spedizione di truppa colà per mezzo di vapori. Non si conoscono però i dettagli precisi del fatto per mancanze di notizie dirette da Palermo.

Giovedì 20. — Dalle lettere di Napoli si sente che la truppa spedita a Palermo era sbarcata, ma che nè questa nè le forze marittime avevano ancora incominciato ad agire contro la città, la quale era tuttora in potere dei sollevati, ad eccezione dei forti, che erano in mano delle truppe reali.

Venerdì 21. — Nella notte scorsa è partito il Card. Ferretti per Ravenna ove è destinato Legato straordinariamente in luogo del Card. Bofondi, nominato Segretario di Stato; il che ha annunziato oggi la Gazzetta di Roma. — Si sente da Napoli che era colà tornato il Conte dell’Aquila, fratello del Re, che si era imbarcato colla spedizione per Palermo; e che in seguito il Re si era determinato a emanare alcuni decreti di concessioni (che sono venuti stampati) uno dei quali portante la separazione totale del governo e amministrazione della Sicilia da quella di Napoli, e la nomina del Conte dell’Aquila a Luogotenente generale di quel Regno. Si sperava che dopo ciò la crisi potesse avere una soluzione pacifica.

Sabato 22. — Questa mattina nella chiesa della Sapienza