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Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/421

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 1860  395

Sulla cassa si leggeva: «Oltre il rogo non vive ira nemica. Il generale Cialdini alla marchesa di Pimodan».

Nella mattina dei 3 corrente, nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, si fecero solenni funerali con intervento dell’anticamera pontificia, Stato Maggiore e Guardia Palatina.

Nella sera fu trasportato il cadavere alla Chiesa di S. Luigi de’ Francesi, per esservi tumulato.

Il trasporto fu veramente dignitoso, commovente e straordinario.

Si dice che sopra una parete della Chiesa di Santa Maria in Trastevere, dove si fecero i funerali, si trovò scritto: «Iddio punisce i traditori della patria».

Si rinvenne anche la seguente iscrizione:

«Qui giace il generale Pimodan
Che morì in difesa
Dei storti diritti di Santa Chiesa».


20. — Corre voce che monsignor De Merode, pro-ministro delle armi, sia per passare alla direzione di Polizia, che il generale Lamoricière passerebbe alle armi e che monsignor Matteucci sarebbe promosso alla S. Porpora, a Natale.

Ai 15 del corrente, tornò in Roma tutta la truppa che era stata concentrata a Velletri, per resistere agli invasori, coi cinque pezzi di cannone. Si stanziarono a S. Francesca Romana, presso Campo Vaccino.

A mezz’ora di notte dei 17 corrente, fu aggredito, per le scale di sua casa, da due individui armati, il conte Lorenzo Soderini, cui tolsero l’orologio con catena d’oro e pochi paoli che aveva in tasca.