Pagina:Discorsi postumi del Signor Lellis di alcune poche Nobili famiglie.djvu/116

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mente col dovuto splendore, non più pensarono di far regresso allantica Nolana patria, nè tampoco alla conservatione di moltissimi beni posseduti nel detto Casale di Vico, i quali per la loro incuria, e trascuragine gli furono usurpati da diversi, havendo stimata la migliore stanza di tutte esser quella, ove si vive con comodità, & agiatezza de’beni, e con decoro, secondo l’antico, e comune proverbio, Ubi bonum ibi patria, si come è avvenuto à molte altre chiare, e Nobilissime famiglie, delle quali potrei tessere un lungo Catalogo, che distraendosi per qualche cagione dalla patria, e perciò separandosi per alcun tempo del Ceto della loro antica Nobiltà, nel ritorno poi de’descendenti, non conosciuti appieno, come effettivamente erano; anzi stimati stranieri, e di diversa Origine, gli è stato di bisogno con autentiche prove di far costare la vera, e loro antica Origine per essere reintegrati nel primiero loro dato, conforme similmente è accaduta à questa, di cui parliamo, che essendosi distratta fin dall’Anno 1530. dalla detta Città di Nola, è venuta, come s’è detto, à far’il suo domicilio in Napoli, nel voler poi far ritorno al ceto di quella Nobiltà, gli è stato d’huopo con autentiche scritture, e publici documenti far costare nel Foro di questo Sacro Regio Conseglio la loro giustitia, per la quale non vi farà dubio alcuno, che otteneranno i personaggi di essa quel che ragionevolmente gli spetta.

Or seguendo il nostro discorso disrtatto da questa breve digressione; chiaramente si scorge, che sin tanto, che l’uno, e l’altro Ramo della famiglia fece il domicilio in detto Casale di Vico, non vi fù nessuna differenza frà di loro; ma passati l’ascendenti d’Ottavio ad habitare in Nola, continuarono à godere le prerogative di quella Nobiltà. E quelli di Onofrio, di cui parliamo, doveano godere le medeme prerogative, come già goderono i suoi maggiori, per essere dell’istesso stipite di quelli d’Ottavio, se trasferitisi in Napoli, non n’havessero interrotto il detto possesso; E facendo quì continuamente lo loro incolato, mantennero sempremai lo splendore della loro nobiltà, cossì nel trattamento particolare delle loro persone, come nelle parentele, e nel dare; nel ricevere, contratte indifferentemente con famiglie nobili di Piazze Napolitane, e d’altre Città, conforme à suo luogo diremo.

Non voglio tralasciare di far qui menzione di quel che di questa famiglia scrive Giulio Cesare Capaccio1, cossì in quanto all’origine di essa; come in far memoria dell’antica possessione d’un palazzo in Napoli, dentro del quale sono le vestiggie d’un’antichissima, e nobilissima Chiesa, il che non picciol splendore gli arreca, e le parole del detto Autore sono le seguenti.

E potrei dir molte cose de i Palma, la qual famiglia, ò che sia originaria di Nala, ò perche questa Città l’hà dichiarata nobile estra piazza, mostra veramente il suo splendore non solo in un’ antica possessione di un Palazzo edificato dove fù il Seggio di Forcella sito à San Giorgio, ove di detto Seggio ancora si veggono alcuni archi, ma particolarmente

  1. Capaccio nel forastiero nella giornata 8. al f. 706.