Pagina:Distinta relazione dell'orribile terremoto seguito nello scaduto mese di aprile del corrente anno 1741. nelle città di Camerino, Urbino, Pesaro, Jesi, e Fabriano.pdf/3

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


nuto a quel Monsignor' Arcivescovo ripartire quelle Religiose dieci per Monastero nella detta Cittá per allontanarle dell'imminente pericolo di morte. In questo Borgo delle dette Monache si son quasi diroccati due Palazzi di due Gentiluomini, a' quali è convenuto abbandonare le proprie Abitazioni, e robbe, rifugiandosi in altre Case, dove neppure vivono senza pericolo. Il danno poi recato dalla sudetta orribil scossa, si considera possa ascendere alla somma di scudi centomila per il risarcimento, che dovrà farsi. Circa la mortalità, per grazia, e misericordia Divina, non vi perì altro, che un solo Uomo, sendo però rimasti feriti nel diroccamento delle Case.

Provò anche la Città di Pesaro la sferza di un tal flagello, poichè anche in essa fecensi sentire tre successive scosse con tal vehemenza, ed impeto, che a memoria di Uomini non se ne sono udite di simili con terrore, e spavento universale, essendo caduti varj Cammini; ed avendo la maggior parte delle Chiese notabilmente sofferto, e in particolare quella della Compagnia di S. Rocco, ove piombò a terra quasi tutta la soffitta. Considerabile, e di rilievo è stato il danno del Palazzo Vescovile, che per le grandi spaccature nelle mura, e nelle soffitte, si rende affatto rovinoso, sicchè quel Monsignore Vescovo è stato costretto a restringersi in una sola stanza. Per altro secondo minacciava la qualità, e gravezza del Divin flagello, non è accaduta maggior disgrazia, per tener lontana, la quale già sonosi ordinate, e intraprese varie preghiere da tutti li Abitanti.

Non dissimile dal sudetto fu il terrore, e spavento, che recò un'orribil Scossa nella Città di Jesi nel dì 24. del sudetto Mese d'Aprile, ove soffersero danno notabile le Chiese, Case, e Palazzi rimasti tutti crepati; e in particolare il Campanile della Chiesa del Ss. Sacramento, che cadde sopra la volta della medesima, alla caduta della quale, scommossa la volta, rovinò buona parte della medesima, talchè spaventati tutti li Astanti, che ivi si ritrovavano, si misero in fuga, e tali furono le grida, i lamenti, e rumori, che sembrava fusse il Giudizio

uni-