Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/285

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001 — 28A — OCI

puliti, lupinelle»; — de le patate, poppina; — de grasso, sul brodo, sul late, scandela; — de vetro, occhio artificiale, occhio di vetro, o vetrino, occhio vitreo; che par che ’l voi vignir fora de la testa, occhio di bove; — oci strambi — nel senso di occhi visibilmente offuscati per malattia, o altro: occhi abbacinati; oci de zimise, met. occhi di pulce: — oci de sono, occhi gravi di sonno, occhi sonnacchiosi; — in zima de le pene de la coda dei pavoni, gioie, occhi, stelle; ocio boaro, met. culo, podice, sedere; oci de gaio, met. occhi cesii, o occhi di gatto; — „Sarebbe tollerabile se non avesse gli occhi cesii;~ ocio de prova, mar. cubia; ocio de pupa. mar. cantaretta; cativo ocio, met. mal d’occhio; aver l’ocio bon, 0 giusto, avere il compasso negli occhi; averghene fin sora i oci, met. averne fino agli occhi, o averne fino a’ capelli; aver sempre davanti i oci, met. star fitto negli occhi: — „Quel cadavere mi sta fìtto negli occhi;“ cior 1 oci, met. abbagl are, abbarbagliare; dar nel ocio, met. dar nell’occhio, — avere, o dare occhio: — „Si veste in modo che da occhio;“ butar un ocio, met. dare una capatina,© una sbirciatina; butar nei oci, met. buttare negli occhi, — gettare sul viso, o gettare in volto; perder, o no perder de ocio, perdere, o non perdere d’occhio; saltar ai oci, met. saltare agli occhi di uno; correre, o saltare agli occhi una cosa; tirar ì oci, met. tendere gli occhi: — „ Tendeva gli occhi, ma non gli fu fatto di vedere nulla;“ far delle crocette: — „ Mentre gli altri s’impinzavano a me toccava far delle crocette;4 magnar i oci, met. ripapparsi uno: — , Se giugnesse a saperlo mi ripapperebbe;“ spalancar tanto de oci, sbarrare gli qcchi; aver soto i oci, avere sotto gli occhi; cavarse i oci, nvt. cavarsi, o levarsi gli occhi: — . Lavori minuziosi che levano gli occhi;“ serar i oci, met. chiudere gli occhi, — distendere le cuoia, — tirar l’aiuolo; sorpassare che che si sia, — chiudere gli occhi; serar un ocio, met. chiudere un occhio, — passare a chius’occhio che che sia; lassar i oci dosso, met. lasciare gli occhi sopra chi, o sopra che che sia; magnar coi od, met, divorare, o mangiare cogli occhi, o con gli occhi, mangiare con lo sguardo; vignir negro davanti i oci, met. abbagliarsi gli occhi: — , Ho una fame che mi si abbagliano gli occhi;“ aver un nuvolo nei oci, met. aver gli occhi abbacinati; nuvolo nei oci, abbagliaggine; cascar i oci — dal sonno: avere la lucìa; no serar un ocio — per non dormire: non chiudere gli occhi, o non chiuder occhio; creser soto i oci, met. crescere a occhiata: — „I bambini e i polli crescono a occhiate; •’ esser l’ocio drito de qualchidun, met. essere il braccio destro di quel tale; far l’ocio de pesse straco, mei. far l’occhio pio; tignir de ocio, tenere a loggia; tignir i oci dosso, tenere gli occhi alle mani; no lassar fora de ocio, o star sempre coi oci dosso, met. tenere, o tenersi alcuno a cintola, o tenerselo legato alla cintola; star coi oci dosso, met. star con gli occhi addosso; star con tanto de oci, met. star con l’occhio teso; far, o schizar de ocio, ammiccare, — chiudere, o strizzar l’occhio, — far. d’occhi, ó far d’occhio, o far l’occhiolino; sehizada de ocio, strizzata d’ochio, ammicco: — „ Quell’ammicco al mediatore mi fece certo che gatta ci covava verzer i oci a uno, met. aprire gli, occhi a quel tale; star coi oci ’certi, fdet. stare a occhi aperti, o stare con gli occhi, aperti; tignir i oci verti, met. tenere gli occhi aperti; tenere il cervello a bottega; aver un ocio -— nel senso di avere vista acuta: aver l’occhio di lince, — o aver l’occhio lìnceo, o lincèo; aver, o cascar soto i oci, avere, o cadere sott’occhio; aver le cagole ai oci, avere gli occhi cisposi; brusar i oci, met. bruciare, o frizzare gli’ occhi; vignir le lagrime ai oci, met. andarne il sangue a catinelle: — „Ne va il sangue a catinelle al veder lo sciupio che colui fa della sostanza;“ guardar co la coda del ocio, guardare con la coda dell’occhio; romper, o secar le baie dei oci, met. rom-

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