Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/315

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PED — 314 — PEL

per cavarghe la pele, m. prov scorticare il pidocchio per vender la pelle; ì pedoci glie va dosso ai poveri, prov. a’ cavalli magri van le mosche; bezi fa bezi e pedoci fa pedoci, prov. al sarto povero gli si torce l’ago.

Pedocioso, agg. pidocchioso.

Pegior, agg. peggio, peggiore, piggiore.

Pegiorar, va. e vn. peggiorare, piggiorare.

Pegno, sm. pegno; caparra, guarentigia; pegno dato pel prestito di un libro: antibiblio; dar in pegno, da • re in pegno; lassar in pegno, lasciare in pegno, o semplicemente: lasciar pegno: — «Per un bicchiere di birra dovette lasciar pegno l’ombrello.“

Pegola, sf. pece, pegola; met. lue celtica, morbo gallico, sifilide; iattura, iettatura; di pece, o impiastrato di pece: pecioso; aver pegola met. aver disdetta, o essere in disdetta, — essere sfortunato, — dir barbina, o dir cattiva.

Pegojota, sf. pegoliera.

Pegora, sf. berbice, pecora — ovis aries; de pegora, pecorino, e met. pecoresco: — ^Stoltizia pecoresca;“ stala de pegore, pecorile; merda de pegore, pecorina, pecorino; el lupo magna anca le pegore contade, chi che se fa pegora el lupo lo magna, no dar la pegora in guardia al lupo, e la disgrazia del lupo xe la fortuna de la pegora, v. lupo.

Pegoraza, sf pecoraccia.

Pegorer, sm. pecoraio,

Pegoreta, sf. pecorella, pecoretta, pecorina.

Pegorin, agg. pecorino.

Pel, sm. pelo; pel mato •— sulla faccia: pelo vano; pei dei fruti, lanugine; — dei usei quando che i cominzia vestirse, caluggine, calugine; far pel — dei muri: crettare; no storzer un pél, met. non torcere un pelo; drizar, o impirar i pei — ciò che fanno talora alcuni animali, come p. e. il cane, il maiale, ecc.: arricciare, o inasprare i peli; esser a un pel, met. essere, o stare a un dito, — andare, o stare sull’undici once, — essere a un pelo; esser sempre in un pel, me’. essere come i santi al muro; andar per un pél, met. andare a un capello; zercar el pél nel ovo, met. cercare il pel nell’uovo, — cercare il nodo nel giunco; lassar el pel, met. lasciare il pelo, o lasciare del pelo: — „Quand’uno si mescola con pelagatti, ci lascia il pelo, volere o volare;“ de primo pel, di primo pelo; per un pel, per un pelo; nanca un pel, m. avv. neppure un bricicchino; a brusa pel, m. avv. a bruciapelo; el lupo, o la volpe perdi el pel ma el vizio mai, prov. la volpe perde il pelo, ma non il vezzo, o il vizio, -4- chi è d’una natura fino alla fossa dura, — il mortaio sa sempre d’aglio, — il lupo cangia il pelo, il vizio mai, — chi nasce lupo non muore agnello; de quel can che ga morsigà con quel pel se se devi guarir, v. can; rosso de mal pél zento diavoli per cavel, v. cavel; aver el cor con tanto de pel, v. cór.Pelame, sm. coiame.

Pelata, sf. canaglia, connivente, furbo, pelagatti, scaltrito, — bambino da Ravenna, e con modo amorevole ,più che altro: buona pelle: — „Quella buona pelle s’ è bevuto solo il fiasco regalatoci dalla nonna Giovanna.“ e detto di persona triste e di poca fede: paolo di trentotto: — , Bazzica con quel paolo di trentotto gua’,. è sgraziata cosa ;“ pelata de la carne, pelletica.

Pelaza, sf. pellaccia, pellicciattola..

Pelazo, sin. pelaccio.

Pele, sf. cuoio — pi. i cuoi e le cuoia, — pelle; met. buccia: — „Se ci va, pover’a lui gli fan certo la buccia;“ di pelle: pelliceo; pele del omo, cute, derma, dermide, , epidermide, pelle; della cute, appartenente alla cute: cutaneo; che è sotto la cu7 / te: succutaneo; pele del capo dell’uomo: cotenna, e cotenna dicesi pure alla pelle del maiale; la parte interna della pelle degli animali scoiati: carnicino; pelle dalla quale è stato tolto dai conciatori il pelo: buccio; — di cui si spogliano ogni anno le ser-