Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/343

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PUG — 342 — PUN
pugno assai forte, punzone; dar pugni, catubare: — „Ha oatubato quanti gli si appressarono;“ 'far i pugni', o far una man de pugni, fare a’ cazzotti, o a’ garontoli, — fare ai pugni, o fare alle pugna: — „Fecero alle pugna e riportaron amendue la faccia ammaccata, more solito;“ 'far i pugni', met. fare a’ pugni, o fare a’ calci: — „Sono ragioni coteste che fanno a’ calci tra loro;“ pugni pugneti,. gali galeti, cossa xe dentro? pan e formento; cossa xe fora? pan e zivola — specie di passatempo fanciullesco: Dove sta pugnino? Un po’ più su.

Puier, sm poledro, puledro; met. lattonzolo: — ..Lasciatelo gracchiare, è ancora un lattonzolo: imparerà a vivere anche lui.“

Puina, sf. ricotta; puina fata col fior del late,, mascarpone, mascherpone,; scolàdure de puina, siero.; esser de puina, met. esser fatto di calza disfatta, — esser di lolla, o di loppa.

Pulenta, e derivati, lo stesso che polenta, e derivati.

Pulia, sf. t. de’ giuocatori di carte: puglia.

Pulise, sf. zi. pulce, pulice — pulex irritans; pien de pulisi, pulcioso; pien de becadure de pulisi, indanaiato dalle pulci; un pulise che voi far aria, met. i granchi vogliono mordere le balene; far i pulisi, mei. derubare, ripulire, — far repulisti, — scopare il pollaio: esser un pulise ne la stopa, met. essere un pulcin nella stoppa, — essere impacciato come un pulcin nella stoppa; meter un pulise in un oreeia, met. metter un calabrone, o mettere una pulce in un orecchio; xe più fazile farghe la guardia a un saco de pulisi che a una dona inamorada, v. dona; cavarghe la pele al pulise, v. pele; polvere de pulisi, v. polvere.

Pulisin, sm. pollastrino, pulcinello, pulcinetto, pulcino; pulisin de rnara, anatraccolo, anitroccolo; — de oca, papero; far pulisini, met. fare alle lastruccie: — „ Sulla riva del mare facevam spesso nella nostra fanciullezza alle lastruccie;“ esser come i pulisini — dicesi de’ fanciulli che son sempre disposti a mangiare: esser come i rasoi de’ barbieri, che son sempre in filo.

Pulita, agg. civile, cortese, decente, leggiadra, netta; casta, incontaminata, onesta, onorata, pura, vergine, — d’illibati costumi.

Puliteza, sf.. aggiustatezza; compostezza; modestia; pulitezza; verecondia.

Pulito, agg. casto, civile, creanzato, decente, onorato, pudico, pulito, quieto; avv. a dovere, a modo, ammodo, bene, per bene, per benino, pulitamente; compostamente;/ar pulito, m. avo. fare a modo, o fare a dovere, far pulito; far proprio pulito, fare a modo e a verso; andar pulito, — gli affari, il commercio, ecc.: aver prospera la sorte, — fiorire il proprio commercio, — andar per la riga Che che sia; giusto pulito, acconciamente, opportunamente. Pulito, unito a certe voci di verbi fa diventar le locuzioni superlative: così le accennate, e altre ancora.

Pulizà, sm. poliziotto.

Pulizia, sf polizia: — „Colleglli che, fuor della loro professione, servono la polizia;“ pulizia: — Creaturina gentile amante della pulizia.“

Pulpito, sm. ambone, pergamo, pulpito, — cattedra di verità.

Pum (far), m. bambinesco: cadere.

Pumfete, inter. paf, paffe, paffete.

Puntador, sm. t. di giuoco: puntatore.

Puntal, sm. lo stesso che pontal.

Puntegiadura, sf. punteggiatura, puntuazione.

Puntegiar, va. punteggiare.

Puntai, sm. puntello.

Punteladura, sf. puntellatura.

Puntelar, va. appontonare, appuntellare, appuntonare, puntellare; puntelar un alboro tropo carigo de fruti, staggiare un albero.

Puntiliar, va. e vn. incaponire, ostinare, puntigliare; vnp. stare, sul puntiglio.

Puntilio, sm. cocciutaggine, ostinazione, puntiglio.