Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/369

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SAC — 868 — SAI

Sacheto, sm. saccarello, sacchetto, saccolo, e come vilifìcativo: sacchettuzzo; zi. sciarrano sacchetto — centropristis hepatus.

Saco, sm. saccata: — „Saran circa tre saccate di fagiuoli;“ sacco — pi. i sacchi e le sacca; met. buzzo, pancia, stomaco, ventre; rece del saco, pellicini; ciapar, o dar el saco, met. avere, o dare il tabacco del nonno, — avere, o dar l’ambio, o l’erba cassia, o le pere; svodar el saco, met. cantare d’Aiolfo, — pigliare, o scuotere il sacco pe’ pellicini, — scior la bocca al sacco, — sciorre, scuotere, o vuotare il sacco, — sfilar la corona, — sgocciolare il barletto; aver, o esser pien el saco, met. aver colmo il sacco, o lo staio; viver co la testa in saco, met. mangiare col capo nel sacco; esser un saco de ossi, met. essere un sacco d’ossa; saco svodo, o corpo de quel saco svodo, specie d’onesta imprecazione, o anche di semplice esclamazione: sacco rotto, cospettonaccio, perdincibacco — e simili; corsa nei sachi, palio nel sacco; tignir el saco, met. reggere, o tenere il sacco, — tener di mano, o tener mano; co le pive in saco, met. colle trombe nel sacco, come un pulcin bagnato, — mogio mogio; quanti sachi ? quanto sacca: — „ Amelia, vieni da me, di’, quante sacca di bene mi vuo’ tu ?“ a sachi, m. avv. a sacca, a cestoni, a panieri; no dir taco fin che no ’l ,xe nel saco, pvov. non vendere la pelle dell’orso prima che l’orso sia preso, — non dir quattro se tu non l’hai nel sacco, — alle volte si crede di trovare il sole d’agosto e si trova la luna di marzo; saco svodo no sta in pie, prov. sacco vuoto non può stare in piedi, — sacco vuoto non sta ritto; ai sachi ghe se liga la boca e no a la gente, v. boca; xe più fazile farghe la guardia a un saco de pulisi che a una dona inamorada, v. dona; dove che xe andada la farina che vadi anca ’£ saco, v. farina; o de paia o de fien basta che ’l saco sia pien, v. fien; al mulin se va con do sachi, v. mulin.

Sacola, sf. art. e mest. femminella.

Sacramentar, va. bestemmiare, imprecare, — attaccarla al ciel del forno, — tirar moccoli, o tirar sagrati.

Sacranon, v. usata per adonestare altra voce imprecativa; e detto di donna tremenda: dragonessa: — „Chi ne può con quella dragonessa ? pover’a chi le contradice.“

Sacratoner, lo stesso che sacranon, nel primo significato.

Sacrificar, va. sacrificare, sagrificare, — offerire in sacrifìcio.

Sacrifizio, sm. sacrifìcio, sacrifizio, sagrificio, sagrifizio.

Sacristia, sf. sacrestia, sagrestia; inter. cospetto, cospettonaccio, perdincibacco, potenzinterra — e simili.

Sacro, agg. sacro, sagro; met. certo, indubitato.

Sacrosanto, lo stesso che sacro nel secondo significato.

Saeta, sf. benedetta, folgore, fulgetro — pi. le fulgetra, fulmine, saetta; met, dragonessa: — „Non è una donna colei, è una dragonessa;“ caminar come le saete, met. balenare a spina pesce: — „Qual tortuoso camminare è ubbriaco, balena a spina pesce;“ che te vegni una saeta, m, imprecativo: che ti pigli o che ti venga una saetta, — possa tu accidentare.

Sagiar, va. assaggiare, gustare, libare, saggiare.

Sagoma, sf. staza; met. forma, modello; esser una bela sagoma de omo, de dona, met. essere una bella tacca d’uomo, ecc.

Sagomada, sf. stazatura; dar una sagomada, stazare, e met. alzare il fianco, o alzare il gomito: — „Han alzato il gomito che non sapevan più dove si fossero;“ scandagliare: — „Vi interessa saperlo ? lasciate che lo scandagli io e vedrete se non levo la lepre dal bosco.“

Sagomador, sm. stazatore; met, beone, bevitore, cioncatore.

Sagomar, va. stazare; met. cioncare, trincare.

Sai, agg. assai, molto; so sai mi — formola spicciativa: so assai, o so assai io.