Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/534

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zuo - 533 — ZUZ

te, met. le zucche fritte: — ,11 signor Ramiro un liberale ? le zucche fritte !“ Zucada, sf. zuccata; strappata, tirata.

Zucar, va. tirare: — „Cavallaccio quartato che tirerebbe una casa;“ adescare, traviare, — condurre sulla mala via: — S’è lasciato adescare di mettersi in società !“

Zucariera, sf. zuccheriera.

Zucarin, agg. zuccherino; zuccheroso.

Zucherà, zucherado, agg. inzuccherato, zuccherato.

Zucheta, sf. zucchettino, zucchino — la cucurbitacea che si suol mangiare cucinata; zucchetta — piccola zucca in genere; susina imperiale — la specie di prugna.

Zucon, sm. strappata, tirata: — „Con una strappata ruppe lo spago.“ — „Dà un po’ una tiratà al campanello;“ agg. ignorante, scimunito, zuccone; esser un zucon che no se ghe ne trova el compagno, non conoscere gli uomini dagli orciuoli, — non sapere quante paia fanno tre buoi, — non conoscere il pan da’ sassi, — non saper accozzare tre palle in un bacino — e altre simili.

Zucoro, sm. zuccaro, zucchero; zucoro negro, o zucoro de Gorizia, legorizia, liquerizia, liquirizia, regolizia; — de orzo, zucchero pennito; — candido, zucchero candito; — panon, zucchero in pani; — negro — nel senso di zucchero non raffinato: zucchero di cassonata; baia de zucoro, zollo — v. assoluta: — „Dà un par di zolli al bimbo.“ — .Preso il tè mette in bocca un zollo;“ aver el zucoro in boca, met. sputar zucchero: — «Sputa zucchero il briccone e se mai può ve l’accocca;“ esser, o parer tanto zucoro, met. essere zuccherini, — parere, o sembrare zuccherini: — «Dava l’allesso al cane, ed ora se lo avesse, gli parrebbe zuccherini;“ esser sólo zucoro, o esser un zucoro, met. essere uno zucchero, essere tutto zucchero: — «Uve maturissime eh’ eran tutto zucchero;“ mal del zucoro, diabete.

Zuf, zufo, sm. ciuffetto ciuffo.

Zufa, zufona, agg. cappellaccia, cappellata: — „Allodola cappellaccia.“ — „Furono spedite le galline cappellate.“

Zufado, agg. cappelluto; accatricchiato, scarduffato.

Zufar, va. accapigliare, acciuffare, ciuffare, scapigliare; malmenare, percuotere.

Zufolada, sf. accapigliatela, scapigliatura.

Zufolar, lo stesso che zufar.

Zufolo, sm. nappa.

Zugnon, sm. cipollotto.

Zumbada, sf. assorbimento.

Zumbar, vn. assorbire, imbevere; met. accollare, addossare, cuccare, giulebbare, succiare, — rimanere addosso; zumbarsela, vnp. met. succiarsela, soggiacere, o sopportare che si sia.

Zupar, e derivati, lo stesso che zumbar e derivati.

Zurlar, va. bighellonare, sparabicchiare, zazzeare, — andare a zonzo, o andare a giostroni, o a sparabicco, andar zazzeato: — „In luogo di frequentar la scuola va a giostroni.“ — „Vieni, andiamo un po’ a sparabicco.“

Zurlo, sm. fattore, palèo, pigolo — quello che si fa girare colla frusta; trottola — quello vuoto internamente che gira collo svolgere uno spago avvoltogli attorno; met. citrullo, imbecille, minchione, scemo, stolido sventato.

Zurma, sf. accozzaglia, ciurma, torma, turba.

Zurmaia, sf. ciurmaglia.

Zuzada, sf. succhiata, succiata.

Zuzador, sm. succiatore.

Zuzamento, sm. succhiamento, succi amento.

Zuzar, va. succhiare, succiare, suggere; zuzarsela fora dei dedi, met. cavarsi del capo, o cavarsi di capo che si sia, — coniare, o fabbricarsi questo o quello: — Rovella che s’è coniata per arrovellare gli avversari.“ — „Morto il re!? tu te la sei cavata di capo;“ aver el vestito zuzado, v. vestito.