Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/545

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DAM - 544 — DOM

Dama, sf. art. e mest. pillo.

Dano, aggiungasi: farghe del dano a qualchedun, tenere danno ad alcuno; chi che xe sempio, suo dano — frase conclusionale: chi è minchion, suo danno.

Dar, aggiungasi: dar de pranzo, de zena, ecc. dare pranzo, dare cena, ecc.; — una corsa, una netada, — una ridada, ecc. dare una corsa, dare una pulita, ecc. — correre,. nettare, ridere, ecc.; darse cura, pensier, ecc. darsi cura, darsi pensiero, ecc.; darse ’l caso, avvenirsi, darsi il caso; clar de bever, met. dare a bere, dare ad intendere; darghe de far a uno questo, o quel, allogare un lavoro a tale o tal altro, — dare a fare che che si sia a uno, — commettere che faccia questo o quello.

Decorer, vn. decorrere, passare.

Dente; far i denti, aggiungasi: dentare: — «E morto dentando.“ — «Denta il poverino e vogliono torlo dal latte;“ dirle fora dei denti, aggiungasi: mandarla in capperuccia: — «Con certo canagliume bisogna mandarla in capperuccia anche non volendolo.“

Digresion, sf. digressione; far una digresion, digredire, far digressione.

Dimostrazion, sf. dimostrazione; apparenza, finzione.

Dinotar, vn. denotare, dinotare.

Dio, aggiungasi: no esserghe Dii, met. non esserci tenaglie che possano schiodare: — «Quando ha preso una pantonata non ci son tenaglie che possano schiodarlo;“ esser tuti de Dio o tuti del diavolo, met. non avere il cintolino rosso.

Dir, aggiungasi: poder dir de aver fato — significando che altri ha condotto a bene ciò che si sia di difficile e laborioso: aver fatto quanto Carlo in Francia: — «Per aver scritto du’ versi zoppi gli par d’aver fatto quanto Carlo in Francia;“ per dir assai, met. a far di molto; tuti devi dir la sua, aggiungasi: chi pon suo naso in consiglio, uno dice bianco, l’altro vermiglio.

Dismentigar, aggiungasi: cansare una cosa dalla memoria.

Distirar, aggiungasi: met. mandare a cena cogli angeli.

Distrigar; distrigarse de qualchedun, correggasi: porre il lembo, o porre il lembuccio in mano a chi si . sia.

Dito, aggiungasi: leggenda: — «Non crederlo sa, è una leggenda.“

Dolze, aggiungasi: andar dolze dolze, met. andare con l’erbolina in mano: — «Ha paura di buscarne e va con lui con l’erbolina in mano.“

Domandar, aggiungasi: no se domanda, met. — dicesi di cosa nota