Pagina:Dodici monologhi di Gandolin.djvu/124

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118 sul marciapiede di aragno

vido? Un ministro non porta da mangiare: mangia lui. Neanche cameriere è appropriato: qui camera non c’è, e così non ci fosse neanche.... altrove. Come vuol chiamarlo, dunque? Adesso han fatto anche le leghe e si chiamano: i lavoratori della mensa.

Bello, ma lungo. Ehi, lavoratore della mensa! è un chilometro. E poi, chi lavora alla mensa, siamo giusti, non è mica lui: è quello che mangia: tanto più se gli dànno, come stamane a me, un arrostino di vitella, che pareva giusto un pezzo di mogano da lavorarselo a scalpello.

Dia retta, non si scalmani: è inutile svociarsi: tanto, non viene. Il caffè, la granita qui, creda, è un di più, un pretesto. Si viene a passare un paio d’orette, a dir bene del prossimo, ecco tutto. Lo so! vi sono degli stupidi che si stancano come asini, per veder Roma, e non vedono nulla: mentre qui, invece, si sta seduti, comodi, e tutta Roma passa davanti, come un cinematografo.

Ah, lei è nuovo di Roma? Non importa: qui passano tipi mondiali che, visti una volta, non si scordano più.