Pagina:Dodici monologhi di Gandolin.djvu/125

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sul marciapiede di aragno 119


Vede quello con la barba sempre da fare? È il professore Labriola; uno dei più dotti, dei più eloquenti sopratutto, della nostra Università. Non gli manca che una cosina da nulla: la voce. È come una chitarra senza corde.

Quello accanto, dice? con gli occhiali d’oro? È un ex-ministro: ora di opposizione feroce come sempre, quando non è al potere. Non che sia ambizioso, tutt’altro: ma pare che la moglie, quando egli è senza potere, gli faccia passare una vitaccia da cani. Guardi, guardi, giusto adesso passa la signora in carrozza: eccola, vede, con quella massa di ricci biondi. Tutti suoi? Lo credo bene: e chi sa quanto li ha pagati. Signora di grande ingegno, capace di tutto. L’altr’anno, ha voluto fare un libro di bruttissimi versi e c’è riescita.

Quella ch’è insieme somiglia, sì; ma non è sua sorella: è la vedova d’un banchiere proprio fenomenale, che non era onesto, eppure è morto povero. I maligni dicono abbia messo tutto in testa a lei. Dopo tutto, era una restituzione: perchè anche lei metteva in testa a lui.

Vede quell’omaccione grasso e tondo