Pagina:Dodici monologhi di Gandolin.djvu/127

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sul marciapiede di aragno 121

villa Borghese, in un legnetto suo, con livrea e stemma sopra lo sportello. Già!... ma non ricordo bene: mi pare che ci sia una mano.... rampante in campo d’oro. Certo è stemma di famiglia, perchè anche la mamma era così.

Ma aveva più giudizio. Donna positiva, senza grilli nel cervello.

La figlia, invece, ogni tanto fa una passione, piglia una cotta tremenda per qualche personaggio in vista, e poi volta le cose in tragico, con tendenza al suicidio. Ogni tanto s’avvelena, per fortuna con sostanze innocue: magnesia, bicarbonato, sale di cucina. Tutto è buono. Giusto l’altro anno si avvelenò per quel signore laggiù, appoggiato al fanale.... Sì! quello con la caramella nell’occhio e il crisantemo all’occhiello. È un esteta di mestiere. Dicono che sia un mostro d’ingegno. Fa dei versi, dei romanzi con parole difficili e molte iniziali maiuscole. Ogni tanto fa delle conferenze gratuite con molti applausi, o rappresenta dei drammi fischiatissimi. Anche quello è un bel tipo. Vi sono dei fortunati al mondo che hanno molte buone avventure e se la godono, senza raccontarle