Pagina:Dodici monologhi di Gandolin.djvu/66

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60 il nonno

indotti a star cheti, per un certo caso che....

Alla stazione, salì nel nostro vagone una signora, una bella signora pallida, pallida, tutta vestita a lutto, e si mise a sedere nel cantone di fronte a me. Giù, abbasso, c’era un domestico, con la livrea abbrunata, il quale teneva per mano due angiolini biondi, vestiti di nero anche loro, belli come due amori come i miei. La signora partiva per Napoli, e prima che il treno si mettesse in moto, disse ai suoi due angioletti:

— Bravi, eh!... state bravi! Tornerò subito e.... mi raccomando, non piangete.

— No, mamma, — rispose il più grande — mai, non piangeremo mai!... — e due lacrimoni gli solcavano quelle guancette di rosa.

Io non sono di cuore sensibile, ma, quando il treno si mosse, e quelli agitavano le manine, io.... non so.... istintivamente abbracciai e baciai le mie creature. Ma poi mi fermai, perchè vedevo che la signora... eh, si capisce, e dissi:

— Bambini, zitti e quieti perchè il capo treno non vuole strepiti.