Pagina:Dodici monologhi di Gandolin.djvu/65

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il nonno 59

nuora, che mi ha fatto su due piedi una gran lavata di testa.

— Non è così che si educano i bambini! Voi demolite il prestigio dell’autorità.... Voi di qua.... voi di là....

— È vero che ho fatto una mancanza; meriterei anch’io d’andare nel camerino al buio, a pane e acqua.

— Eh!... non dico di no! — Lei si allontana e mi sento tirare per le falde. — Che c’è? — Era Giorgina che diceva sottovoce: — Non aver paura! se ti mettono nel camerino, te le porto io le paste!

Quella ha un cuore da Cesare.

Una mattina mi sente dire, con una voce poco allegra, che avevo perduto trentamila lire sulle azioni della Tiberina, e subito sparisce. Poi torna e mi dice: — Ora non ti lamenterai più! — E mi versa in mano il suo salvadanaio.... cinque mezze lire e sei soldi.

Ma come va che non sono ancora tornati dal passeggio?

Domani me li porto a Frascati, a fare una bella merenda. L’altra domenica li portai ad Albano. Bisognava vederli sul treno! Non vi dico niente: e chissà che cosa avrebbero fatto, se non li avessi