Pagina:Don Chisciotte (Gamba-Ambrosoli) Vol.1.djvu/365

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capitolo xxxiii. 347

al grado cui giunse la mestizia prodotta dalla mia sola stravaganza„.

“Lotario stavasene stupito dalle parole di Anselmo, nè sapeva a che dovesse riuscire così lungo preambolo: e benchè si studiasse d’indovinare qual desiderio potesse sconvolgere siffattamente l’amico, andava sempre a colpire assai lungi dal vero.

“Per liberarsi adunque dall’angustia che una tale sospensione gli causava, disse che faceva troppo manifesta offesa alla sua leale amicizia mendicando parole per iscoprirgli i suoi più segreti pensieri, mentre doveva sicuramente promettersi da lui o consigli per infrenarli, o rimedio per conseguire i bramati effetti. — Ciò è vero, rispose Anselmo, e con questa certezza ti confido, amico Lotario, che la cosa che tanto mi affanna, si è il pensare se Camilla mia sposa sia sì buona e perfetta com’io la stimo; e non posso conoscere questa verità se non provandola in modo che un esperimento di fatto mi renda chiare le doti del suo buon carattere, come il fuoco mostra quelle dell’oro. E ciò deriva da una mia opinione, che quella sola moglie si possa dir virtuosa la quale, posta alla prova, non si piega alle lagrime ed alle importunità dei solleciti amanti. Perchè diceva: come loderemo la bontà di una donna se nessuno la persuade a diventare cattiva? che merito ha ella mai dello starsi ritirata e guardinga se le manca occasione di darsi bel tempo? se sa che il marito, cogliendola in atto d’infedeltà, le toglierebbe la vita? Perciò quella ch’è buona per timore o perchè le manca occasione di essere altrimenti, io non voglio averla in quel conto in cui terrei quella che stimolata e cinta da insidie uscisse dal cimento con la corona della vittoria. E per queste e per molte altre ragioni che potrei dirti ad accreditare ed avvalorare la mia opinione, io desidero che Camilla mia sposa passi per la trafila di queste difficoltà, e si affini e si sperimenti col fuoco dei sollecitatori e con gli stimoli di chi fornito di meriti procuri d’interessarla ed accenderla. S’ella, come ne sono sicuro, riporterà in questa battaglia la palma, io mi terrò senza pari nella fortuna; dirò ch’è adempiuto ogni mio desiderio, e ch’io appunto trovai nella moglie la donna forte, di cui dice il Savio: Chi la troverà? Che se poi avvenga il contrario, mentre avrò la più grande compiacenza di essere stato buon indovino, soffrirò senza rammarico tutto l’amaro di quella trista esperienza. Ora avvertendoti che inutilmente ti adopreresti a distogliermi dalla risoluzione di appagare questo mio desiderio, devi, amico Lotario, disporti ad essere lo strumento di questa prova tanto da me desiderata, e io ti aprirò a tal uopo il campo per modo che nulla ti manchi di quanto può esserti necessario. M’induce fra le altre