Pagina:Don Chisciotte (Gamba-Ambrosoli) Vol.1.djvu/43

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capitolo ii. 25


una dell’estremità, non gli avesse per l’altra versato il vino; e tutto questo egli comportò pazientemente, purchè non gli avessero a rompere i legacci della celata. In questo mezzo giunse per sorte all’osteria un porcajo, il quale al suo arrivare suonò uno zufoletto di canna quattro o cinque volte. Allora don Chisciotte finì di persuadersi che trovavasi in qualche famoso castello, ov’era servito con musica; che i pezzi di merluzzo eran trote; che il pane era bianchissimo; dame quelle femmine di partito; l’oste governatore del castello: e quindi chiamava ben avventurosa la sua risoluzione ed il suo viaggio. Ciò per altro che molto lo amareggiava si era di non vedersi ancora armato cavaliere, sembrandogli di non potersi esporre giuridicamente ad alcuna avventura senza avere da prima con buona forma ricevuto l’ordine della cavalleria.



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