Pagina:Doni, Anton Francesco – I marmi, Vol. I, 1928 – BEIC 1814190.djvu/105

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ragionamento sesto 99


Il Porcellino speziale, il Cerrota torniaio
e Barlacchi banditore.

Porcellino. È egli vero o no che tu facci un libro nuovo di cose sotto terra, cioè che tu mostri che ogni nostra materia è lá sotterrata e che a poco a poco esca fuori?

Cerrota. Questa è pure una cosa grande che a’ Marmi si sappia tutti i fatti d’altri! Chi t’ha detto di mio libro, miei umori o materie?

Porcellino. Si sa, è cosa publica.

Cerrota. Come publica, che a pena n’ho fatto quattro fogli di scrittura?

Porcellino. Ascolta se sono quattro o cinque: primamente e’ dicono che tu ti sei immaginato d’esser sotto terra e poter passare per tutte le caverne con quella facilitá che tu passeggi su questa piazza e poter andare di caverna in caverna e di sotto un monte sotto l’altro e, brevemente, per ogni vena, luogo sotterraneo, bagno, pozzo e grotta senza impedimento, come fa l’ombra.

Cerrota. Io non ho giá pensato tanto inanzi; costoro dicano piú di me un pezzo.

Porcellino. Pensa che gli hanno detto che tu camini per tutti i fondi del mare e racconti le novitá che tu v’hai trovate; e, per parte di questa cosa, per dirti se si dice inanzi, e’ vogliono che tu trovi, per tutto dove tu vai, ombre, ombre, ombre.

Cerrota. Forse che di questo potrebbon dir il vero.

Porcellino. La prima ombra è che tu t’imagini, in quei profondi del mare, d’esser in un altro mondo, come questo, e che tutta l’acqua sia il tuo cielo e aere; e sanno che tu ti sei creduto che, súbito che ti vien voglia, come dire d’un giardino fiorito, egli apparisca e tu lo goda insinoche tu fai un’altra