Pagina:Doni, Anton Francesco – I marmi, Vol. I, 1928 – BEIC 1814190.djvu/19

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ragionamento primo 13


Salvestro. Sí, ma egli c’è meglio: quando ebbi veduto che nulla c’era di netto, volli tentare gli stati umani, onde mi fuggi’ dal padre mio e dalla mia terra, credendomi di fare qualche buon baratto a cambiar paese; alla fine, quando ebbi cercato popoli diversi, nazioni lontane, paesi nuovi a me, conobbi che per tutti i luoghi ci sono le bilance pari.

Migliore. Se provavi a esser signore, forse vi sareste mutato d’opinione.

Salvestro. Ancóra in quello stato, che io non provai mai, credo che vi sia tanta carne quanto osso. Che patí Nino re e godé, che trovò tanta guerra? che piacere e dispiacere ebbe Semiramis a far tanti edifici? che consolazione ebbe e dolore il greco Ulisse a navigare tanti mari? Alessandro, che signoreggiò tanta terra, credo che sopportasse, con quell’allegrezze, infiniti disturbi; Cesare alla fine ne cavò un bel viso di quelle tante e tante fatiche! Chi avesse fatto contare a Ciro re di Persia, nell’acquistar dell’Asie, se egli trovava tanto dolce quanto forte, credo che l’avrebbe pareggiata. Non vo’ dir del cartaginese Annibaile, Pirro re de’ Piroti, o d’Attila (che tutti costoro sono stati signori, signori da dovero) come la misura è ita lor giusta. Non ti pensar, che la natura e Iddio tien pari pari queste bilance per non far torto ad alcuno.

Migliore. Questo vostro discorrere si confá con la novella de’ corsali e del sole.

Salvestro. Che novella?

Migliore. Una che mai l’udiste dire a’ vostri giorni.

Salvestro. Avrò caro in mia vecchiezza di sentirla e impararla.

Migliore. Dice che s’era un tratto forse mille navi di diversi corsari (e se le non erano mille, l’eran novecento novantanove almanco) le quali, essendo tutte in un porto ragunate, si deliberarono di pigliare il sole che ogni mattina vedevano spuntare fuori dell’acqua; e cosí tutti si posero a ordine con piú remi e piú gente che potevano, con dire: — Come noi abbiamo il sole, noi siamo ricchi, perché raggireremo a modo nostro, or facendolo stare ora andare, eccetera. — E cosí, chi