Pagina:Doni, Anton Francesco – I marmi, Vol. I, 1928 – BEIC 1814190.djvu/238

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232 i marmi - parte seconda


gran forza lo faceva assaltare l’inimico e una grande necessitá amazzarlo e destruggerlo. Di tutte le vittorie ringraziava sommamente Iddio e l’onorava, con gran zelo di divozione; né mai, si dice, andò a fare battaglia per versar sangue che molte volte prima non avesse cercato di riparare in tutti i modi che dovesse seguirne mortalitá; e piangeva prima il sangue che si doveva spargere, e, di poi che egli era sparso, ne faceva penitenza con gran pentimento.

Soldo. Ancóra oggi ci son coteste avvertenze! so che i nostri moderni lo vanno imitando benissimo!

Matteo. Stando adunque l’imperador Giustiniano in Alessandria, Totila, re dei gotti, faceva di gran danni per tutta l’Italia, di maniera che i romani non ardivano a far viaggio per quella, e appena erano sicuri gli uomini di notte in casa, non che di giorno per le strade. Fu eletto Narsete dall’imperadore ad andare a reprimer l’insolenza de’ gotti, e venne in Italia e confederossi con i longobardi, scrivendo lettere ad Albuino re loro, con quelle promesse di fídeltá e d’amore che fosse possibile a dire, e fu udito. Onde Albuino fece una grossa armata, la quale per il mare Adriatico venne in Italia; onde Narsete se ne allegrò molto: cosí dai romani furon gratamente ricevuti e s’unirono insieme sotto uno stendardo e un capitano, che fu Narsete. Totila, che intese questo, essendo ardito e forte, non avendo provata la fortuna di Narsete né la forza de’ longobardi, si fece gagliardo e mandò ad offerire la battaglia; la quale fu accettata e s’attestarono insieme alle pianure d’Aquilegia. Il dí della giornata fu terribile e sanguinoso, onde Totila fu amazzato con tutta la sua gente, e, vincendo Narsete gli fu d’un grande acquisto d’onore e ai romani d’utile. Quando egli ebbe atterrato l’inimico, donò a Dio molti preziosi tesori e spiritali e materiali e ai longobardi fece gran presenti d’oro, d’ariento, di cavalli, d’arme e di gioie e gli rimandò in Pannonia al suo re Albuino. In questo fu molto mirabile Narsete e piú mirabil fu nel partire tutto il bottino ne’ suoi soldati ed eccellente nel presentare il tempio ed eccellentissimo nel ringraziare Dio.