Pagina:Doni, Anton Francesco – I marmi, Vol. II, 1928 – BEIC 1814755.djvu/158

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il nobile e il perduto 153


Nobile. Le smarrite si ritrovano, ma le perdute no. Ora ascolta la prima parte e il primo secreto: egli t’insegna il modo da saper molte cose avenire, e son queste:

Se, combattendo, tu vincerai o, avendo nimicizie o liti, tu sarai superiore al tuo aversario;

se tu farai vita felice;

se la tua fine fia buona;

se avrai sorte nel tòr donna;

se le tue rendite verranno a buon fine;

se la tua linea durerá molto;

se i tuoi amici, che tu credi che ti sieno amici, son ottimi amici o no;

se racquisterai il perduto;

se il tuo ti fia occupato;

s’un tuo viaggio da fare fia di buona fortuna;

se il tuo stato si manterrá felice;

se d’una tua impresa, sia che cosa si voglia, sarai sortito o no.

Perduto. Egli mi pare un libro della ventura o d’una geomanzia. Ma séguita, perché nel resto conoscerò sei’è cosa da credere o no, perché io credo che in Arabia sieno stati anticamente e in Calicutte de’ cervegli balzani, come i nostri moderni, che si sien dilettati di dir cose grande, ma in effetto le sien poi baie.

Nobile. Io per me ci presto molta fede: tu udirai. Primamente tu non puoi saper nulla de’ fatti d’altri, perché questa rivelazione di secreti non si distende se non nella propria persona di colui che la fa. Egli bisogna che tu vadia la notte, quando sono quei bei sereni che ’l cielo è pien di stelle, e ti bisogna esser stato tre giorni inanzi senza usare il coito, e andare dodici passi fuori della porta della casa dove tu abiti e súbito alzare gli occhi al cielo e rimirar tanto che tu vegga, come si dice dal popolo, cadere una stella; e, veduto questo, segnare l’ora che quel vapore ha fatto quel moto. Il giorno