Pagina:Due novelle aggiunte in un codice del MCCCCXXXVII.djvu/34

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nell’animo suo senti gli concupiscevoli appettiti, e avendo, per avere avuto marito, conosciuto i piacevoli abbracciamenti, cominciò seco medesima a dire sè essere una sciocca; e così si rimasero i ragionamenti per quella sera, e ciascheduno se n’andò alla sua camera a dormire.

La donna essendo andata a letto, piena di amorosi pensieri, sospinta da’ consigli del fornaio e da’ conforti della fante, cominciò a pensare e a dire in sè medesima: Io sono, non che crudele, ma crudelissima verso di costui, dicendo: chi è quella ch’amata sia che non ami, se non io? Costui per amore di me ha in cortesia tutto il suo speso, e mai da me non ebbe uno guatare d’occhio: perchè con molto mio piacere non lo contento io? Egli è giovane, bello e prode.... E così rivolgendosi sopra questi pensieri, subitamente la sua ostinata durezza in uno profondissimo e smisurato amore mutata, desiderosa divenne di compiacergli, e così tutta quella notte con gravosi e caldi sospiri passò.