Pagina:Dumas - Il tulipano nero, 1851.djvu/277

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Grifo brandiva il suo coltello proferendo orribili imprecazioni.

Cornelio previde che, se egli era fuori di tiro del braccio, non l’era però fuori della portata dell’arme; perchè lanciata da lontano poteva traversare lo spazio e venire a conficcarsi nella sua pancia. Non perdè dunque tempo, e col bastone, che non aveva abbandonato, assestogli un colpo vigoroso sul pugno che teneva il coltello.

Il coltello cadde a terra, e Cornelio vi pose sopra il piede.

Poi, siccome Grifo pareva volesse attaccarsi a una lotta accanita, la quale il dolore del colpo di bastone e la vergogna di essere stato per la seconda volta disarmato avrebbe resa implacabile, Cornelio abbracciò un gran partito.

Scaricò una tempesta di colpi sul carceriere col più eroico sangue freddo, azzeccandoli in modo che ogni bussa cadeva appieno.

Grifo non tardò molto a chiedere misericordia; ma prima di chiederla aveva strillato e molto. Le sue grida erano state intese ed avevano messo in allarme tutti gl’impiegati della casa. Due soprastanti un ispettore e tre o quattro secondini comparvero dunque ad un tratto, e sorpresero Cornelio in fragante col bastone in mano e il coltello sotto il piede.

Alla vista di tutti quei testimoni del misfatto or ora commesso, le circostanze attenuanti, come si dice oggigiorno, non erano conosciute, Cornelio sentissi senza scampo perduto.

Difatti tutte le apparenze gli stavano contro.

In un attimo Cornelio fu disarmato e Grifo cir-