Pagina:Dumas - Il tulipano nero, 1851.djvu/308

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di Cornelio de Witt e l’amico di Giovanni; restate degno del nome che vi ha affidato l’uno sul fonte battesimale, e dell’amicizia dell’altro, della quale aveavi onorato. Conservate la tradizione dei loro meriti, perchè quei de Witt mal giudicati, mal poniti in un momento d’aberrazione popolare erano due grandi cittadini, di cui l’Olanda va oggi superba.

Il principe a queste ultime parole, che pronunziò di una voce commossa contro il suo solito, diede a baciare le sue mani ai due sposi, che inginocchiaronsi dai lati.

Poi sospirando, continuò:

— Ahimè! siete voi ben felici, voi che forse sognando la vera gloria dell’Olanda e soprattutto la sua felicità vera, non cercate di conquistarle che tulipani di nuovi colori.

E gettando un’occhiata verso la Francia, come se egli vedesse nuove nuvole addensarsi da quella banda, rimontò nella sua carrozza e partì.


Dal canto suo Cornelio il medesimo giorno parti per Dordrecht con Rosa, la quale per mezzo della vecchia Zug spedita a suo padre in qualità d’ambasciatrice, fecelo prevenire di tutto il successo.

Quelli, che per il da noi esposto conoscono il carattere di Grifo, comprenderanno che ben difficilmente si riconciliò col suo genero. Egli aveva fitto nel cuore tutte le bastonate ricevute e da lui contate sulle ammaccature; egli diceva che sommavano a quarant’una; ma però finì coll’arrendersi per non essere meno generoso, come ei diceva, di Sua Altezza lo Statolder.