Pagina:Elogio della pazzia.djvu/142

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della pazzia 129

d’interpretarlo favorevolmente, per usare un certo qual riguardo, tanto alla venerabile antichità, quanto all’apostolato. Sarebbe inoltre cosa irragionevole il voler chieder conto agli apostoli di queste difficili materie, mentre il divino loro maestro non ne ha mai fatto ad essi parola.

Non si hanno gli stessi riguardi pei Grisostomi, pei Basilj, pei Gerolami, pei Padri della Chiesa, ponendo senza difficoltà a certi passi delle opere loro: Questo non è accettato. Bisogna riflettere che questi antichi dottori doveano confutare i filosofi pagani, ed i Giudei naturalmente ostinatissimi; ma lo facevano più coll’esempio, e coi miracoli, che cogli argomenti; tanto più che i primitivi nemici del cristianesimo erano d’un genio sì limitato, che non avrebbero mai potuto concepire un sol principio di Scoto. Ma si facciano pure innanzi presentemente, se loro piace, e gl'increduli, e i pagani, e i Giudei e gli eretici, e tutti, tutti senz’altro dovranno convertirsi e cedere alla forza delle minutissime sottigliezze de’ teologi moderni. Bisogna essere uno stupido, o un impudente, a non conoscere il valore delle loro arguzie, o farsene beffe. Io crederei prudente o arrendersi al primo assalto o accetttar la disfida qualora si abbiano le stesse armi; ma in questo caso sarebbe come mettere alle prese un mago con un mago; o usare una spada incantata contro un’altra egualmente incantata; vale a dire sarebbe un tessere la tela di Penelope.

A proposito di combattimento, mi sembra che i cristiani dovrebbero cambiare le loro truppe nelle guerre che fanno contro gl’infedeli. Se invece di quella rozza e materiale soldatesca, che già da gran tempo adoperano inutilmente nelle Crociate, spedissero contro i Turchi e i Saraceni, i clamorosi Sco-