Pagina:Elogio della pazzia.djvu/144

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

della pazzia 131

orribile empietà! esclamano essi. Invece di adorare l’impenetrabile oscurità de’ nostri misteri (poichè appunto per questo sono misteri) si pretende di spiegarli; e in che maniera? con un linguaggio immondo, e con argomenti non meno profani di quelli de’ gentili. Si arrogano insolentemente il diritto di definire, e disputare delle verità incomprensibili, profanando così la maestà della teologia con parole e con sentenze le più insulse e triviali.

Intanto questi dicitori di nulla vanno così tronfi della vota loro erudizione, anzi provano tanto piacere ad occuparsi giorno e notte in queste soavissime nenie, che non hanno neppure il tempo di leggere una sola volta l’Evangelio, o le lettere di S. Paolo. Il più bello si è che mentre vanno in tal