Pagina:Elogio della pazzia.djvu/152

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della pazzia 139

loro digiuni; invano sosterranno d’essersi rovinato il ventre con una sola refezione; invano produrranno una congerie di pratiche monacali, da potersene caricare almeno sette bastimenti; invano costui si vanterà d’aver pascati sessant’anni senza toccar danaro se non con due dita ben bene infardate; invano colui mostrerà la sua cocolla talmente sordida, che perfino un barcaiuolo ricuserebbe di portarla; invano un altro si vanterà d’aver vissuto cinquantacinque anni sempre attaccato al suo chiostro come una spugna. Invano quegli farà vedere che ha perduta la sua voce a forza di cantare, e questi che la lunga solitudine gli ha stravolto il cervello; invano costui dirà che il perpetuo silenzio gli ha intorpidita la lingua, perchè Gesù Cristo interrompendo tante millanterie (giacchè altrimenti non l’avrebbero mai più finita): Da qual paese,