Pagina:Elogio della pazzia.djvu/153

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dirà egli, viene questa nuova razza di Giudei? Non ho io forse data agli uomini una sola legge? Sì, e quest’unica riconosco veramente per mia. E questi scioperati non me ne fanno neppure parola? Apertamente, e senza parabole ho promesso in altri tempi l’eredità del Padre mio non alle tonache, non alle orazioncelle, non all’inedia; ma bensì all’osservanza della carità. No, non conosco quelle persone, che apprezzano troppo le pretese loro opere meritorie, e che vogliono comparir più sante di me stesse. Cerchino pure, se loro piace, un cielo a parte; si facciano pure costruire un nuovo Paradiso da coloro, le cui frivole tradizioni hanno preferite alla santità de’ miei precetti. Quale mai non sarà la costernazione di costoro, quando udiranno una sentenza così terribile, e quando vedranno posporsi a barcaiuoli, a carrettieri? Eppure ad onta di tutto questo sono sempre felici nella vana loro speme, la quale altro non è in sostanza che un effetto della mia bontà verso loro.

Non posso qui dispensarmi dal darvi un salutare avviso, ed è che non disprezziate mai questa generazione bastarda (e soprattutto i Mendicanti), quantunque viva separata dalla repubblica. Imperocchè i frati, per mezzo di quel canale che chiamasi la Confessione, hanno contezza di tutti i più intimi segreti delle persone. Non può dirsi ch’eglino non sappiano essere un capital delitto il rivelare le cose udite nel tribunale della penitenza; ma ciò non ostante non mancano di farlo in diverse congiunture, e principalmente quando essendo allegri e riscaldati dal vino vogliono divertirsi a raccontare dei lepidi fattarelli: egli è vero però che usano in questo tutti i maggiori riguardi, poichè per solito non fanno il nome alle persone. Guai se taluno ha