Pagina:Elogio della pazzia.djvu/55

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42 elogio

inclinazione, per cui ognuno è malcontento di ciò che ha ed ammira, e brama quello che non possiede; dal che nasce, che tutti i beni, tutti i piaceri, tutte le bellezze della vita si corrompono, e si riducono al nulla. A che giova un volto avvenente, il quale è il più bel dono, che far possono gli Dei immortali, qualora da qualche cattivo odore sia contaminato? A che la giovinezza, se vien corrotta dal veleno d’una senile ipocondria? Come mai finalmente potrete agire in tutti i doveri della vita, tanto rispetto agli altri, quanto a voi medesimi; come mai, dico, potrete agire con decoro (poichè l’agire con decoro forma non solo la base principale d’ogni azione ma di ciascun’arte) se non venite aiutati da questa Filautia che mi vedete alla destra, e che meritamente mi fa le veci di sorella, tanto vivamente prende in ogni incontro le mie parti? Vivendo sotto la sua protezione, voi restate incantati dell’eccellenza del vostro merito, e siete innamorati delle vostre esimie qualità, onde venite ad ottener il vantaggio di giugnere al grado supremo di pazzia. Ve lo ripeto ancora, se dispiacete a voi medesimi, persuadetevi pure che nulla far potrete di bello, di grazioso, di decoroso. Tolta quest’anima della vita, tosto langue l’oratore nella sua declamazione, fa pietà il musico co’ suoi tuoni e colle sue cadenze, verrà fischiato il comico nella sua azione, faranno ridere il poeta e le sue muse, il miglior pittore altro non s’acquisterà che critica e disprezzo, morirà di fame il medico con tutte le sue ricette; finalmente di Nireo si compare Tersite1, di Faone Nestore, di Minerva una

  1. Dice Omero che Nireo era il più bello fra quanti assediavano Troia, e Tersile il più deforme. Faone fu ringiovanito da Venere, onde Saffo divenne perdutamente innamorata, e Nestore visse tre secoli.