Pagina:Elogio funebre di Carlo Felice I di Savoia (Marongiu Nurra).djvu/9

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capolavoro del genio di Fidia, cappelle di ricchi marmi, e quant’altro può tendere a far più splendido il divin culto illustrano per lui i sacri Templi (5). Quindi sapeva che una pietà vera non si può sostener costante senza la base dell’umiltà: perciò non ebbe a piccol merito il consociarsi all’illustre Congregazione del Monte di Pietà, che anzi divenne generoso protettore e socio d’un’altra detta di S. Efisio. E il suffragio perenne instituito per l’anime amabili degli estinti Principi Germani (6) in questa nostra Città, e in quella vicina d’Alghero, non è un monumento della fede più viva, della tenera compassione, che allor fassi più grande quando in cuor di un gran Principe annida? Imperocchè una fede pura è la causa e il sostegno costante della sincera pietà, la quale sviluppandosi in un cuore spazioso e potente, cose sempre più grandi e più ammirevoli tenta. E qui mi sia dato il riflettere, che all’udire un giudizio immaturo di straniero pensatore, pel quale dovean trasferirsi agli aviti sepolcri le auguste spoglie mortali, rispondeva il pio Re: Non fia mai che a sì fedeli Città io tolga quei pegni Reali che tanto amavano. La divina volontà li condusse in seno all’amor di quei popoli, e vi