Pagina:Eminescu - Poesie, 1927.djvu/44

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XL Introduzione


chele Eminescu iscritto presso la facoltà di Filosofia dell’Università di Berlino perchè potesse presentarsi agli esami di dottorato e stampare la tesi, colla condizione che in seguito avrebbe restituito questa somma al Ministero».

Ma Eminescu, per cui prendere una decisione era una vera tortura, non si risolse mai a presentarsi agli esami e a redigere la tesi. Allora il Maiorescu lo nominò Direttore della Biblioteca Universitaria di Iassy (I settembre 1874-I luglio 1875) e poi ispettore scolastico (I luglio 1875-I giugno 1876).

Furon quelli gli anni più sereni della vita del nostro infelice poeta. Membro importante della Junimea, collaboratore assiduo delle Convorbiri Literare, stimato e carezzato da tutti, segretamente amato dalle donne, confortato dall’amicizia fraterna di Ion Creanga, il gran prosatore popolare rumeno, e dall’amore discreto, materiato di tenera adorazione e di timido rispetto, di Veronica Micle, una dolce creatura che fu per lui un po’ quello che la Donna Gentile fu per il Foscolo: amante, amica, madre, sorella, tutto ciò ch’egli volle; in questo breve periodo (1874-1876) Eminescu dovè sentirsi quasi felice.

Riportiamo, perchè il lettore possa farsi un’idea di ciò che era la Junimea ai tempi in cui ne faceva parte Eminescu, un brano dei vivaci Ricordi della «Junimea» di George Panu (Bucarest, «Adevărul», 1908). Scelgo naturalmente un brano in cui Eminescu appare in primo piano e cioè quello in cui si parla della lettura fatta dal poeta della sua novella: Il povero Dionisio: Una sera vado alla Junimea ed il Pogor mi dice:

— Stasera abbiamo una lettura. Eminescu ci farà sentire una novella. Maiorescu che l’ha letta, dice che si tratta d’un capolavoro. —

Eminescu, sprofondato in una poltrona, se ne stava annoiato e indifferente a quanto avveniva intorno a lui. Maiorescu arrivò.