Pagina:Emma Ivon - quattro milioni, Sommaruga, Roma, 1883.djvu/210

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germi a lei, signor questore, e sono venuto a proporle una cosa.

— Sentiamo pure.

— Lei deve sapere che io sono sulle tracce per iscoprire un reato commesso in questa città da gente altolocata, e del quale finora non è trapelato nulla nè a lei ne al pubblico nè a nessuno.

— Ebbene? - domandò il questore, vedendo che il suo interlocutore si arrestava.

— Da me solo io non sarei capace di entrare nel mistero di quel delitto, giacchè a tenerlo celato contribuiscono i danari dei complici, che ne hanno molti.

— E lei domanderebbe la mia cooperazione?

— Precisamente.

— Ma in che modo pretenderebbe ella di averla? - domandò il questore.

— Questo è il punto. Io ci terrei ad essere aiutato, ma senza l’obbligo di scoprir nulla.

Il questore stette un minuto a pensare.

— Se ho da dirle il vero, ciò sarebbe contrario alle abitudini e ai regolamenti dell’ufficio. Io non potrei darle mano forte se non a condizione di sapere a quale scopo la darei.

Ha ella già qualche prova o qualche indizio sicuro di tale reato?

— Io ne ho la ferma convinzione, ma non