Pagina:Eneide (Caro).djvu/190

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[1120-1134] libro iii 149

Quanto avea di conforto e di sostegno.
Ohimè! che indarno da sì gran perigli
Salvo ne ti rendesti. Ah, che fra tanti
Orrendi e miserabili infortuni,
Ch’Eleno ci predisse e l’empia arpia,1125
Questo non era già, ch’era il maggiore!
Oh fosse questo ancor l’ultimo affanno,
Com’è l’ultimo corso! Chè partendo
Da Drepano, se ben fera tempesta
Qui m’ha gittato, certo amico nume1130
M’ha, benigna regina, a voi condotto.
     Così da tutti con silenzio udito,
Poich’ebbe Enea distesamente esposto
La ruina di Troia e i rischi e i fati
E gli error suoi, fece qui fine e tacque.1135

[711-718]