Pagina:Eneide (Caro).djvu/326

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[995-1019] libro vi. 285

995Fer cerchio intorno, ed a Museo tra loro,
Che dagli omeri in su gli altri avanzava,
Diss’ella: Alme felici e tu, buon vate,
Ditene in qual contrada e ’n qual magione
Qui tra voi si ripara il grande Anchise,
1000Chè lui cerchiamo, e sol per lui varcati
D’Èrebo i fiumi e le caverne avemo.
     A cui Museo così breve rispose:
Nullo è di noi che in alcun luogo alloggi
Come in suo proprio; e tutti o per le sacre
1005Opache selve, o per l’amene rive
De’ chiari fiumi o per gli erbosi prati
Tra rivi e fonti i nostri alberghi avemo.
Ma se di ciò vi cale, itene meco
Sovr’a quel giogo; e quindi agevolmente
1010Il sentier ne vedrete. In ciò si mosse
Come lor guida, e sopra al colle asceso,
Mostrò lor d’alto i luminosi campi,
Additò ’l calle, ed inviolli al piano.
     Era per avventura in una valle
1015Anchise, che da poggi era ricinta,
E di verde coverta. Ivi in disparte
De’ suoi nepoti avea l’anime accolte
Ch’a la vita di sopra eran chiamate,
E facendo di lor rassegna e mostra

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